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giovedì 16 aprile 2020

Miopia del comune di Viterbo: ricorso al TAR sul vincolo della Soprintendenza

vincolo della Soprintendenza

1 anno fa circa è stato posto dalla Soprintendenza un vincolo su 1600 ettari nella zona di Viterbo che va dal Bullicame alle Masse di San Sisto facendola divenire area di notevole interesse pubblico. Il Comune ha presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro questa decisione e ora ha deciso di ricorrere anche al TAR.

Apprendo dalla stampa che il comune di Viterbo ha presentato ricorso alla giustizia amministrativa contro il vincolo della Soprintendenza su 1600 ettari di entroterra viterbese. Spiace constatare l’imperterrita miopia degli amministratori locali rispetto alle opportunità di sviluppo del territorio e della città.
Il mio punto di vista è che il vincolo apposto possa rappresentare una grande occasione di sviluppo turistico, economico e occupazionale per i cittadini e le imprese di Viterbo che potrebbero sfruttare appieno le importanti risorse termali coniugandole alla storia, all’archeologia e alle peculiari caratteristiche del territorio agricolo ivi presenti.

tutelare e promuovere il territorio

Il provvedimento della Soprintendenza, costituzionalmente legittimo, indica la necessità di salvaguardare i valori paesaggistici di un’area che ancora mostra i caratteri culturali, storici ed identitari del territorio di riferimento, più diffusamente presenti in passato nella campagna viterbese e progressivamente alterati o pesantemente modificati dal disordinato sviluppo urbanistico.

La perdita dei valori paesaggistici tipici del viterbese comporterebbe non solo la dispersione di questo patrimonio unico al mondo ma anche di una reale opportunità di sviluppo economico, soprattutto turistico e produttivo, della stessa città di Viterbo. L’apposizione di questo vincolo sull’area rappresenta perciò una fondamentale occasione per tutelare e al contempo promuovere il territorio.

La gran parte del territorio di Viterbo, secondo il suo Piano Territoriale Generale (PTG), è a vocazione agricola, che resta a tutt’oggi l’attività prevalente, anche se negli ultimi anni sono nate molte nuove attività turistico-ricettive.

tutelare territorio, cultura, storia, agricoltura, terme è ricchezza per tutti

Credo che coniugare la produzione locale con il turismo termale nell’ambito di un territorio preservato dal punto di vista culturale, paesaggistico e ambientale costituisca il volano più efficace per uno sviluppo a lungo termine delle aree sottoposte al vincolo. Negli ultimi anni il Comune di Viterbo ha però provveduto alla redazione di alcuni piani di lottizzazione all’interno dell’area che si intende tutelare minacciando così di trasformarla rapidamente e irrimediabilmente provocandone l’irreversibile degrado.

Le lottizzazioni producono ricchezza per pochi grandi imprenditori. Una attenta e oculata previsione di sviluppo del territorio che tenga invece conto delle piccole realtà locali valorizzandole e promuovendole, insieme alla fruizione delle nostre copiose acque termali che rappresentano un bene al quale tutti hanno diritto di accedere, potrebbero produrre grande ricchezza per tutti.

domenica 8 dicembre 2019

Rifiuti: alle Regioni compete l’approvazione di nuovi impianti, non ai comuni!

Rifiuti: i nuovi impianti sono competenza regionale

Con sgomento non vedo in giro nessuna informazione e preparazione sulla normativa riguardante la gestione rifiuti, il Dlgs 152/2006, soprattutto da parte dei Sindaci del comprensorio.

È bene precisare che non c'è alcuna competenza dei comuni nell'approvazione dei progetti per nuovi impianti per la gestione dei rifiuti, né per le operazioni di smaltimento che spettano alle Regioni. Non lo dice Silvia Blasi o la sindaca Raggi ma la legge e più precisamente: l’art. 196 lettere d) ed e) del Dlgs. 152/2006:

Sono di competenza delle regioni (...) d) l'approvazione dei progetti di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti, anche pericolosi, e l'autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti, fatte salve le competenze statali di cui all'articolo 195, comma 1, lettera f); e) l'autorizzazione all'esercizio delle operazioni di smaltimento e di recupero dei rifiuti, anche pericolosi;

I comuni, come dovrebbero sapere bene i primi cittadini che in questi giorni insorgono contro la Raggi, si occupano della raccolta dei rifiuti urbani e del loro conferimento negli impianti o smaltimento: la medesima legge all’art. 198 alle lettere b) e c) del comma 2 recita:

I comuni (...) stabiliscono in particolare: b) le modalità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; c) le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi;

La regione è guidata da Zingaretti da ben 7 anni e mai in tutto questo tempo è stato affrontato seriamente il problema rifiuti della capitale. Mi preoccupa e mi disgusta la tanta propaganda e strumentalizzazione a cui ho assistito in questi anni su un sistema che non funziona e la cui responsabilità non è da ricercare in capo solo al comune di Roma.

Guardiamoci intorno: la provincia di Viterbo ha un’unica discarica che accoglie i rifiuti della provincia di Rieti e di una bella fetta dei comuni a nord di Roma, tra cui Civitavecchia, Santa Marianella, Bracciano, Formello, solo per citarne alcuni.
È stato autorizzato dalla Regione l'ampliamento per 275.000 m3; se continua così quando durerà? Forse qualche anno.
Non c'è nessuno che si sta occupando del dopo "discarica di Monterazzano" eppure il problema c'è già ora! La Regione ha le competenze per trovare una soluzione eppure si preferisce gestire il problema rifiuti in emergenza! Conviene a tutti soprattutto ai privati!

lunedì 28 ottobre 2019

2 milioni di euro l’anno per gli affitti ASL a Viterbo




Ogni anno la Regione spende fondi pubblici per mantenere uffici, strutture, laboratori, ambulatori in edifici di proprietà di privati con somma soddisfazione di questi ultimi che intascano mensilmente o annualmente affitti sicuri.
Da questo punto di vista, la ASL di Viterbo, purtroppo non fa eccezione e spende oltre 2 milioni di euro l’anno per pagare affitti di immobili sparsi un po’ per tutta la Provincia.
Si possono trovare le cifre nella Deliberazione del Direttore generale dell’ASL n. 409 dell’11 marzo 2019; citiamo tra gli altri: oltre un milione di euro per un immobile Via Fermi, 183 mila euro per uno sito in Via Cardarelli entrambi a Viterbo, 290 mila euro per un immobile sito in via Petrarca a Civita Castellana e poi ancora a Montefiascone e Tarquinia.

Ho presentato a tale proposito una interrogazione proprio al Presidente della Regione Lazio on. Zingaretti chiedendo il perché del perdurare di tale situazione e se sussista o meno un piano di rientro per tali importi. Inoltre chiedo se non sia il caso di prevedere che tali importi siano dirottati per istituire un programma di ristrutturazioni o adeguamenti degli immobili che rientrano nel patrimonio di proprietà della Regione a fronte di investimenti esigui nei distretti della ASL di Viterbo che sono quasi totalmente assorbiti dall’ospedale “Belcolle”.

È noto come spesso le stesse strutture ospedaliere siano sottoutilizzate in termini di spazi, con interi piani/reparti inagibili, chiusi in attesa di adeguata valorizzazione.
Ritengo sia una cosa di buon senso provare a risparmiare, vista la situazione disastrosa in cui versa la sanità laziale, cercando piano piano di utilizzare edifici e immobili di proprietà quali sedi di laboratori, ambulatori o uffici dopo adeguati interventi per renderli funzionali e moderni. Ci ritroveremo così tra qualche anno un patrimonio immobiliare valorizzato, meno affitti da pagare e qualche soldo in più da investire per migliorare il servizio ai cittadini.

La ASL e la Regione chiudono strutture essenziali per la salute dei cittadini viterbesi con la giustificazione del rientro dal disavanzo sanitario: è questo il caso eclatante del PPI di Montefiascone e Ronciglione, dove il risparmio stimato è di 350.000 euro annui e poi spendono milioni di euro di fondi pubblici per affitti in strutture private. Chi fa le spese della strategia di rientro dal disavanzo sanitario?
Silvia Blasi

edit 29.10.2019
correzioni nel terzo capoverso cove per un mero errore materiale sono stati indicati "milioni" anzichè "mila euro".



venerdì 3 maggio 2019

Carenza di requisiti per la Direttrice ASL di Viterbo?




C’è legittimità per la nomina del nuovo direttore generale all’ASL di Viterbo oppure no?

Ho depositato a tale proposito, assieme ai colleghi Loreto Marcelli e Davide Barillari, un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al governatore della Regione Lazio Zingaretti e all’assessore alla Sanità Alessio D’Amato. Nel documento chiediamo che venga verificata la sussistenza dei requisiti della dottoressa Daniela Donetti nominata Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Viterbo.

Già direttrice amministrativa e ora promossa alla direzione generale, Donetti risulta carente dei requisiti per l’accesso alla Direzione di struttura complessa, quale la ASL, ovvero un’esperienza almeno quinquennale di direzione di struttura complessa.

È un requisito aggiuntivo che la Regione ha ritenuto indispensabile al momento della pubblicazione del bando pubblico per l’individuazione del professionista. Sembra perciò oltremodo strano che una caratteristica specificamente richiesta nel bando non sia stata debitamente e scrupolosamente controllata.

La nomina che riguarda la dottoressa Donetti peraltro è già stata oggetto di proroga tanto che, già al tempo in cui fu decisa, destò non poche perplessità. In quella circostanza infatti, il direttore generale dell’ASL di Viterbo si era ritrovata in tale posizione apicale non avendo vinto un concorso pubblico contrariamente alla maggioranza dei suoi sottoposti.

Nutriamo perciò forti dubbi sulla legittimità di questa nomina e riteniamo opportuno che queste criticità vengano chiarite ed eventualmente che la nomina stessa venga riconsiderata.

Allegati:


lunedì 29 aprile 2019

Solidarietà alla vittima della brutale violenza




Apprendo dagli organi di stampa che proprio a Viterbo si è perpetrata l’ennesima violenza ai danni di una donna che è stata barbaramente picchiata e stuprata. Un’altra vittima di una violenza brutale ed efferata che pare non avere argine in questa nostra società. Il fatto è, se possibile, ancora più grave se si pensa che, secondo quanto si legge, a commettere il fatto sarebbe stato, assieme ad un altro uomo, un consigliere comunale, un appartenente alle istituzioni dello Stato.
Da donna, prima che da portavoce dei cittadini presso la regione Lazio, non posso fare altro che esprimere la mia indignazione e, unendomi al vicepremier Luigi Di Maio, esprimere tutta la mia vicinanza alla vittima e alla sua famiglia. Auspico che le responsabilità vengano accertate dagli organi inquirenti e che i responsabili paghino in modo esemplare per quanto hanno fatto.

martedì 5 febbraio 2019

Rifiuti: Zingaretti solo intenti in pratica si ampliano le discariche





Oggi 5 febbraio 2019 si discute di gestione rifiuti in Consiglio Regionale. Argomento importante e molto dibattuto non solo in questo periodo sui media. Si tratta delle Linee Guida per la redazione de Piano Rifiuti 2019 – 2025 che inizierà la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) nei prossimi giorni.  Dopo la fase di VAS il documento approderà in consiglio per la sua approvazione.

Il testo è pieno di intenti ma non sappiamo come questi si tradurranno sul territorio. Condividiamo totalmente lo stop alla termovalorizzazione ed alle discariche, obbligo peraltro previsto dalle direttive UE (Direttiva 200898CE) checché ne dicano sulle testate nazionali politici e giornalisti poco informati. Manca però nel piano presentato tutta la declinazione di tali principi sul territorio. Finora abbiamo assistito ai danni prodotti dalla gestione privata del sistema rifiuti che con grandi e piccoli impianti hanno reso, in pratica, la Pubblica Amministrazione dipendente da essi potendo così giocare al rialzo sulle tariffe.

Questa dichiarazione d’intenti non si traduce in fatti visto che proprio il 21 dicembre 2018, la Regione Lazio ha autorizzato l’ampliamento della discarica di rifiuti non pericolosi in località “Le Fornaci” per un totale di ben 660.000 tonnellate. Si stima possa essere sufficiente per altri 8 anni continuando a ricevere rifiuti sia dalla provincia di Rieti sia da quella di Roma.
Una servitù gravosa per un territorio così piccolo, scarsamente popolato e con quantitativi limitati di rifiuti.

Al di là dello scontro politico e delle differenti vedute, mi chiedo cosa sia stato fatto dalla Giunta Zingaretti in questi 6 anni di governo e dove siano le alternative all’attuale gestione. Quali sono state le proposte del PD in questi anni in cui ha governato il Lazio?
Se nei prossimi mesi ci troveremo in emergenza rifiuti, come peraltro messo nero su bianco nel documento presentato dalla maggioranza, sarà per la mancata programmazione e pianificazione di questa amministrazione. Mi auguro che in fase di emergenza la discarica di Viterbo non diventi il contenitore di nuove realtà territoriali.
Vorrei capire quali soluzioni si intendono mettere in campo nei territori fuori della provincia di Roma. La capitale è un unicum nel Lazio e rende il Lazio un unicum tra le regioni italiane.

Rilevo tante contraddizioni nell’operato di questa Giunta, nel documento e nelle affermazioni dell’assessore. Si fanno tante dichiarazioni d’intenti che stridono pesantemente con i fatti. A parole cioè si dice di voler andare verso una gestione pubblica dell’impiantistica mentre nei fatti gli uffici continuano ad affidare e autorizzare la gestione dei rifiuti ai privati. Si continua bellamente ad autorizzare il privato con atti autoritativi che andranno in scadenza nel 2020.

La provincia di Viterbo ha una capacità impiantistica di trattamento dell’organico più che sufficiente per ciò che produce, anzi dai dati si evince come vi sia una quantità impiantistica eccedente. Allora perché si continuano ad avviare procedure autorizzative per trattare l’organico? A cosa serve questo documento e quando si tradurrà in realtà, in pianificazione e programmazione?
Trovo questo consiglio l’ennesima vetrina per Zingaretti in volata verso il congresso del PD e questi atti sono solo delle carte da giocare in vista della tornata elettorale interna al partito.

Infine concludo con una breve analisi su quelli che sono i fattori escludenti la localizzazione degli impianti di trattamento rifiuti. Ebbene credo che questa aula, questo consiglio si debba interrogare su quali siano i luoghi in cui si propone di realizzare tali impianti. Vengo da un’area agricola ed è fondamentale che il suolo agrario venga tutelato dalla realizzazione o ampliamento di qualsivoglia impianto di trattamento/smaltimento di rifiuti e non credo debba sottolineare il perché.
Le aree agricole produttive, importanti per la conservazione del paesaggio rurale, vanno perciò tutelate e conservate. Mi riferisco ai territori classificati come sistema dei paesaggi agrari dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR); paesaggi agrari che sono di rilevante valore e che non possono né devono diventare luoghi destinati a realizzare impianti industriali di trattamento dei rifiuti.
Secondo il M5S, una strategia corretta e sostenibile dei rifiuti si basa sulle 5 R (Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero).
Infine, la materia organica ottenuta con la raccolta differenziata va trattata attraverso il compostaggio aerobico in impianti di piccola taglia e diffusi sul territorio e tutto dovrebbe essere basato su piccole aziende agricole invece che su grandi “prenditori” di rendite anche allo scopo, non di poco conto, di evitare il trasferimento dei rifiuti lontano dai luoghi di produzione, che può rivelarsi potenzialmente molto inquinante.

Allegati:



lunedì 4 febbraio 2019

Stop alle nomine illegittime nell'Asl di Viterbo




 

Il caso riguarda l'incarico di Direttore sostituto della U.O.C. Servizio di Igiene e Sanità Pubblica affidato tramite un avviso interno invece che con un regolare concorso pubblico come previsto norme vigenti (art. 15 e 15 ter del D.lgs 502/92 e il DPR 484 del 10/12/1997). Non solo, tale incarico è stato assegnato dalla Asl con questa modalità nel 2016 e nel 2018, sempre alla stessa persona, in ulteriore contrasto anche con il relativo Contratto Nazionale del Lavoro, in base al quale la sostituzione di un dirigente per cessazione del rapporto di lavoro è consentita per il tempo strettamente necessario ad espletare le procedure concorsuali. In tal caso può durare sei mesi, prorogabili fino a dodici". 

Lo denuncia la consigliera regionale M5S del Lazio, Silvia Blasi, che anticipa al riguardo un'interrogazione rivolta alla Giunta Zingaretti. "Non vorrei che si usassero certi escamotage amministrativi per elargire favori a soggetti solo perché vicini ad un certo entourage politico, visto che chi ha ricoperto questo ruolo nell'Asl è stato candidato per il PD alle recenti elezioni amministrative a Viterbo. Chiedo che l'assessore regionale alla Sanità, D'Amato, intraprenda tutte le azioni amministrative necessarie per indire un concorso pubblico e impedire al contempo l’efficacia dell’avviso interno. - incalza Blasi - 

È necessario invertire la rotta nell'assegnazione di incarichi nell'ASL di Viterbo e non intendo retrocedere di un millimetro su questa questione. 
Mi riservo pertanto di valutare l'opportunità di ricorrere ad un esposto all’ANAC e alla Procura. 

Zingaretti è da sei anni commissario della sanità nel Lazio e ciò che ha fatto è chiudere presidi nelle province, ridurre i posti letto e affidare incarichi illegittimi: meglio che si rassegni a lasciare il posto invece che accanirsi con inopportuni ricorsi alla Consulta contro il Dl Fiscale che gli impedisce di ricoprire contemporaneamente il ruolo di governatore regionale e quello di Commissario alla Sanità del Lazio.

Allegati:


venerdì 31 gennaio 2014

Soddisfazione per le terme ex INPS di Viterbo

Dopo l’approvazione della proposta di legge per il rilancio delle terme ex INPS di Viterbo, Silvia Blasi, consigliera M5S e primo firmatario dell’ODG approvato all’unanimità dall’aula, ha dichiarato: "l'Ordine del giorno è finalizzato alla tutela delle acque termali di Viterbo da forme di monopolio e impegna il Presidente e la Giunta alla salvaguardia di tutte le attuali fonti termali pubbliche, gratuite o a basso costo facilmente accessibili dalla cittadinanza. Con l’Ordine del giorno approvato ieri si chiede una riqualificazione del complesso termale attraverso soluzioni eco-compatibili e di basso impatto ambientale e la sua abilitazione ad un uso multifunzionale attraverso la creazione di un centro congressi e di una scuola di formazione per addetti al settore termale. Mi auguro che con questo atto le terme di Viterbo diventino un volano per l’occupazione ed un elemento per il rilancio turistico di tutta la provincia.”
(fonte Newtuscia )