Visualizzazione post con etichetta Parco nazionale d'Abruzzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Parco nazionale d'Abruzzo. Mostra tutti i post

lunedì 3 febbraio 2020

Parco d’Abruzzo: area contigua subito!





L’area contigua è quella superficie di territorio che confina con un’area protetta o un Parco, nel nostro caso quello nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Racconterò la storia lunga e travagliata iniziata nel lontano 1993 con un’ordinanza del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare che stabiliva il perimetro dell’area di protezione esterna al Parco. Conseguentemente le Regioni Abruzzo e Molise hanno istituito le proprie aree contigue sui propri territori facendole coincidere con l’area di protezione e concordandole esclusivamente con l’Ente Parco proprio come previsto dalla normativa vigente (comma 2 art. 32 L.394/1991).


La Regione Lazio giocando sulla doppia denominazione zona di protezione/area contigua ha tergiversato per oltre 15 anni lasciando incompiuta questa fondamentale azione di tutela di un territorio che ospita l’Orso bruno marsicano, popolazione a rischio di estinzione.

Recentemente la Direzione Regionale guidata da Vito Consoli ha intrapreso un percorso amministrativo quanto mai inusuale in cui si va a negoziare con gli enti locali interessati la perimetrazione dell’area contigua anche attraverso proposte di modifica della Zona di protezione esterna come si evince dai resoconti degli incontri con i rappresentanti degli enti locali svolti ad Atina il 17 gennaio e il 14 marzo 2019.
Qualsiasi provvedimento non può portare a modificare i confini diversi da quelli stabiliti dall’Ordinanza di cui sopra, di sicuro a nessun tipo di riduzione di superficie e comunque deve essere concordato solamente con il PNALM stesso (Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise) come previsto dall’art. 32 della L.394/1991 succitata. Pur condividendo il coinvolgimento degli enti locali siamo oramai oltre ogni tempistica accettabile per arrivare al provvedimento conclusivo di istituzione dell’area contigua e non sono più accettabili ulteriori dilazioni temporali o proroghe. Tanto più che lo stesso Vito Consoli ha ribadito che era intenzione della Regione istituire l’area contigua al PNALM entro giugno 2019!

Per questo ho portato e sto portando avanti una battaglia in tal senso che ha visto una vittoria nella recente approvazione di un Ordine del giorno di cui sono prima firmataria. Il documento impegna la Giunta ad istituire entro 90 giorni l’area contigua al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise secondo quanto stabilito dalla normativa statale e regionale e nel rispetto della perimetrazione stabilita dal Ministero dell’Ambiente il 9 novembre 1993 salvo ovviamente che la si voglia ampliare.
Speriamo che la Regione decida di conformarsi alla legge e di seguire l’esempio di Abruzzo e Molise sul versante tutela dell’Orso bruno marsicano!

martedì 17 settembre 2019

Proteggiamo l'orso marsicano!


Ho presentato a inizio luglio una mozione inerente i calendari venatori e la protezione dell’orso bruno marsicano che vive in prevalenza nel Parco Nazionale d’Abruzzo interessante le regioni Abruzzo, Molise e Lazio.
Fermo restando che per la sottoscritta la caccia è una pratica barbara e indegna di un paese civile, fintanto che essa sarà tutelata dalla legge, coloro che la praticano potranno continuare ad ammazzare animali solo attenendosi scrupolosamente alle norme in materia e a rigorosi calendari venatori.

Una delle specie a forte rischio di estinzione è l’orso bruno marsicano simbolo del parco nazionale d’Abruzzo e tipico dell’Italia centrale; ne esistono, secondo alcune stime, ancora circa una cinquantina di esemplari.
La Direttiva Habitat (92/43/CEE) garantisce la rigorosa tutela dell’oro marsicano vietando al contempo la distruzione dei suoi siti di riproduzione, delle sue aree di riposo come quelle di molte altre specie elencate nel suddetto documento. La regione Lazio ha aderito al Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM) fin dalla sua costituzione e si è impegnata a istituire una forma di salvaguardia adeguata nella zona dei Monti Ernici senza peraltro realizzarla ed è proprio per questo che, tempo fa, ho presentato in tal senso una proposta di legge per l’ampliamento del Parco regionale dei Monti Simbruini.
Il Presidente della Regione ogni anno in occasione della stagione venatoria, con un decreto, emana misure speciali a protezione dell’orso marsicano. Nel corso degli anni questi decreti però sono stati in parte adottati in violazione della legge così come sentenziato dal TAR e dal Consiglio di Stato sempre con la stessa motivazione: mancata sottoposizione del decreto al parere dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e il fatto che vi sia prevista la possibilità di cacciare nelle aziende turistico e faunistico venatorie per i non residenti.

Ultima in termini temporali l’ordinanza 6094/2018 del Consiglio di Stato del 14 dicembre 2018, rilevando quanto sopra, ha sospeso l’esecutività del decreto del Presidente della Regione Lazio del 27 settembre 2018, n. T00220 ma ha altresì sottolineato che: “sul piano della comparazione tra gli opposti interessi in gioco, (…) l’interesse pubblico, consistente nella speciale esigenza di proteggere l’habitat di una specie protetta, come l’orso bruno marsicano, in zone limitrofe al Parco Nazionale di Abruzzo, deve ritenersi senza dubbio prevalente sulla pretesa regionale di garantire più spazi e più occasioni di prelievo alla comunità di cacciatori nell’esercizio dell’attività venatoria, come si è già rilevato nel decreto presidenziale n. 5564 del 22 novembre 2018;”.

Ad oggi, con il calendario venatorio 2019 pubblicato il 11 settembre 2019 (anche se in ritardo in quanto secondo l’art. 18 comma 4 della L.157/1992 il calendario e il regolamento  andrebbero pubblicati “entro e non oltre il 15 giugno”) sembra che la Regione abbia per lo meno acquisito il parere preventivo dell’ISPRA (1330 T-A1B del 14 gennaio 2019) come prevede la Legge e si sia adeguata a quanto previsto dalle Ordinanze del Consiglio di Stato accogliendo, in pratica, quanto richiesto nella mozione presentata. Analizzerò comunque il documento prodotto per valutarne la bontà e la coerenza con la normativa nazionale e le ordinanze del Consiglio di Stato. Vi terrò aggiornati.

Allegati: