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martedì 8 ottobre 2019

Premio al Lazio per l’eccellenza nell’uso dei fondi UE …e non è Lercio!




Apprendo che la regione Lazio ha appena ricevuto un premio di 21 milioni di euro per l’efficacia con la quale utilizza i fondi europei. La notizia, che non è frutto del celebre sito satirico Lercio, ha del paradossale e farebbe sorridere se non fosse che sono coinvolti i cittadini che aspettano tempi biblici per la liquidazione dei fondi sui quali fanno affidamento.

Come ho avuto modo di scrivere più volte (QUI e QUI) la Regione, e non lo dico io ma un documento ufficiale (cioè la Relazione informativa di Giunta sui fondi 2018), spende, nel settennio 2014-2020, il 14% (nelle tabelle a pag. 87-88 89 l’importo della spesa certificata è di 121.213.825 sul totale della dotazione di 902.534.714 euro) delle risorse messe a disposizione dei Fondi Sociali Europei (FSE) e il 15.4% (V. tabella pag. 60-61) dei Fondi Europei di Sviluppo Regionale (FESR). Si attesta sul 24.8% (V. 6 capoverso pag. 45) il pagamento sui circa 535 milioni di euro a disposizione per quanto attiene il PSR. Di questi, una buona parte (circa 120 milioni) sono riferiti al settennio precedente 2007-2013 (le cui pratiche evidentemente non sono ancora state completamente evase).

Tabella pag. 87-88
Tabella pag. 89

Tabella pag. 60-61

paragrafo pag. 45

Al momento attuale ci sono grosse difficoltà nei pagamenti dei fondi impegnati e per questo motivo la Regione ha istituito, con Atto di Organizzazione G12294 del 17 settembre 2019 pubblicato sul BURL 78 del 26/06/2019, una task force, si legge, “a supporto dell’Autorità di Gestione per attività di verifica e monitoraggio del Programma Operativo ai fini dell’accelerazione della spesa”.
A cosa serve se siamo così bravi?
Nel documento si specifica che la task force è necessaria allo scopo di mettere “in campo le attività, le procedure e gli strumenti necessari ad imprimere un’accelerazione nella rendicontazione, verifica e validazione della spesa sostenuta dai beneficiari, evitando in tal modo il disimpegno automatico delle risorse stanziate, come previsto dal Regolamento (UE) 1303/2013, art. 136;”

Ben vengano i 21 milioni di euro del premio, ma le statistiche sulle quali è stato assegnato riguardano gli impegni presi cioè i progetti che la Regione ha deciso fossero meritevoli di finanziamento e non l’effettiva liquidazione degli importi.

Con questi ultimi siamo in una situazione tale da dover istituire una task force per velocizzare le pratiche che sono talmente indietro da riguardare ancora il settennio 2007-2013.

Allegati:

venerdì 20 settembre 2019

Fondi UE 2021-2027: chiesta audizione



Oggi parliamo di fondi europei; argomento difficile ma molto importante perché il settennato 2014-2020 sta giungendo al termine e si approssima la nuova programmazione per quello successivo che andrà dal 2021 al 2027.

Come ho avuto modo di spiegare in precedenza in un altro articolo sull’argomento, la situazione per l’Italia in generale e per il Lazio in particolare non è delle più rosee. Riassumendo brevemente: La UE tra fondi comunitari, nazionali e privati prevede investimenti per la coesione pari a circa 638 miliardi di euro. L’Italia, dati di fine giugno 2018, spende il 9,3% del totale messo a disposizione e per quanto riguarda i Fondi Sociali Europei (FSE) e i Fondi Europei di Sviluppo Regionale (FESR) il Lazio spende rispettivamente il 14% e il 15,4% delle risorse messe a disposizione. Per quanto riguarda invece il Fondo Europeo di Sviluppo Agricolo (FEASR) su 822 milioni di euro a disposizione, i pagamenti effettuati ammontano a circa il 25% del totale. (qui la Relazione informativa UE della Giunta regionale).

Fatta questa breve premessa ho chiesto la convocazione della II Commissione “Affari europei e internazionali, cooperazione tra i popoli”, della quale sono membro, e in particolare che la Presidenza convochi in audizione gli uffici istituzionali competenti in materia e più in particolare:
La sig.ra Speranzina De Matteo Dirigente dell’area Affari europei e ufficio Europa e Paolo Iannini direttore regionale della programmazione economica;
Il Dott. Giuseppe Blasi Capo del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale e il Dott. Felice Assenza Direttore generale delle politiche internazionali e dell'Unione europee, entrambi del Ministero per le politiche agricole.

Visto l’approssimarsi del nuovo settennato e la nuova programmazione dei fondi in corso di negoziazione sarebbe opportuno che anche la Regione Lazio si muovesse per tempo al fine di adottare tutti i provvedimenti necessari per meglio spendere quanto l’Europa mette a disposizione innalzando quindi la percentuale dei fondi effettivamente impiegati.
Sono particolarmente interessata, inoltre, a ben comprendere quali siano le eventuali criticità della nuova Politica Agricola Comune (PAC) visti anche i numerosi pareri negativi da parte di istituzioni regionali e nazionali dei quali sono venuta a conoscenza, ultimo dei quali il “Manifesto per una Politica agricola comune più giusta e sostenibile”, firmato qualche giorno fa a Rennes.


lunedì 1 aprile 2019

Fondi europei, come siamo messi? Diamo alcuni numeri!




La politica di coesione dell’Unione Europea attuata tramite i fondi europei rappresenta un importante strumento per attuare strategie di crescita, innovazione, sostenibilità ed inclusione sociale per tutti gli stati membri.

“Per il periodo di programmazione finanziaria 2014-2020 l’Unione europea ha destinato alla politica di coesione un terzo delle risorse previste nel proprio bilancio dell’UE, per un investimento di 454 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti i contributi nazionali e gli altri investimenti privati, per un impatto stimabile in circa 638 mld (fonte: Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro).”

A fine giugno 2018 sono stati diffusi i dati dalla comunità europea sullo stato di avanzamento dei fondi strutturali per la programmazione 2014/2020 in termini di spesa dei vari stati membri. In relazione ai Programmi FSE e FESR, l’Italia spende il 9,3% della totale delle risorse a disposizione. Peggio di noi fanno solo l’Irlanda (3.6%), la Romania (5%), la Slovenia (5.7%) e la Spagna (7.2%), mentre i paesi più virtuosi sono la Finlandia (31.11%), i Paesi Bassi (31%), il Portogallo (27%) e la Svezia (24%).

I dati di sintesi sulla spesa delle varie regioni italiane non forniscono un quadro confortante per il Lazio. Al 30 giugno 2018 per i fondi FESR e FSE risulta un avanzamento in termini di pagamenti del 7,9% su un totale di risorse programmate di 1,9 miliardi di euro.
(brevemente: i Fondi Sociali Europei (FSE) vedono come campo di intervento l’inclusione sociale, la formazione, l’istruzione, fondi per l’inserimento lavorativo destinati alle imprese, mentre i Fondi europei di sviluppo regionale (FESR) sono focalizzati su piccole e medie imprese, ricerca, innovazione, banda ultra larga e agenda digitale).
Il Lazio che si colloca tra le regioni più sviluppate ha speso il 7,63% delle risorse. Ai primi posti troviamo per spesa troviamo il Piemonte e l’Emilia Romagna mentre agli ultimi posti la Toscana e l’Umbria. Per quanto riguarda il Programma di Sviluppo rurale (PSR) l’Italia complessivamente spende mediamente il 28.73% della dotazione. Il Lazio si attesta al 24.83% e peggio di noi fanno solo la Puglia (18.8%), la Basilicata (22%), l’Abruzzo (18%) e le Marche (17%) mentre molto meglio fanno le province autonome di Trento e Bolzano (36 e 52%), la Sardegna (36%) e il Molise (52%).

Nel dettaglio del Lazio per quel che riguarda il Fondo europeo di sviluppo regionale e cioè il FESR la dotazione complessiva è di 969 milioni di euro per la programmazione 2014/2020. Secondo l’autorità di gestione, la Direzione regionale dello sviluppo economico, al 31 dicembre del 2018, i pagamenti effettuati sono stati pari a 149 milioni di euro che rappresentano circa il 15.4% del totale a disposizione.

Per il Fondo Europeo di Sviluppo Agricolo (cioè il FEASR che si pone l’obiettivo di stimolare lo sviluppo delle zone rurali e le relative attività agricole), la dotazione complessiva è di 822 milioni di euro. Secondo i dati della Direzione Regionale dell’Agricoltura (qui la Relazione informativa UE della Giunta regionale) al 31 dicembre 2018 la spesa pubblica erogata, e cioè i pagamenti effettuati, ammontava a 203 milioni di euro che rappresentano il 25% circa della dotazione finanziaria complessiva tenendo presente che di questi, 80 milioni di euro riguardano fondi inerenti il PSR 2007-2013.

Se prendiamo in considerazione il FSE cioè il fondo sociale europeo, il quadro non è di certo migliore. Infatti, a fronte di una dotazione complessiva di 902 milioni di euro la spesa pubblica erogata è stata pari, al 31 dicembre 2018 (qui la Relazione informativa UE della Giunta regionale) a 127 milioni di euro che rappresentano uno sconfortante 14% del totale.

Ora, dopo aver dato tutti questi numeri che comprensibilmente possono creare smarrimento e confusione provo a tirare alcune somme.
È chiaro che in generale l’Italia e in particolare il Lazio sfruttano poco i fondi disponibili. Come spesso accade il panorama è variegato e ci sono soggetti più virtuosi, per così dire, che riescono a sfruttare bene le opportunità offerte dalla UE e soggetti meno virtuosi che non riescono a farlo.

Allegati:
Relazione informativa della Giunta sui fondi 2018