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lunedì 27 luglio 2020

Le saline di Tarquinia patrimonio naturale ma anche storico e architettonico

Le saline di Tarquinia gli edifici dello stabilimento e una vista sule saline

Le saline di Tarquinia ospitano un habitat salmastro unico con una estensione di ben 170 ettari di cui 100 di ambiente acquatico caratterizzato da alta salinità che ha contribuito alla nascita di un ecosistema particolarissimo.
L’intero impianto, dismesso da decenni, ed il borgo ottocentesco adiacente sono una testimonianza unica sul litorale tirrenico di un metodo storico di estrazione del sale dall’acqua marina. 

L’intera salina ed il borgo sono un patrimonio storico – architettonico e naturale prezioso. L’area ospita infatti macchinari e depositi inerenti l’attività estrattiva del sale che sono un raro esempio di archeologia industriale del genere.
Infatti, il borgo storico fino a fine ‘800 era ricovero per i lavoratori delle saline e oggi rappresenta un’importante memoria della collettività e del tessuto storico e sociale tarquiniese.

Gli edifici, compreso il fabbricato con i macchinari oggi versano in grave stato di abbandono e di degrado. È urgente perciò procedere al loro recupero prima di perdere una parte importante della nostra storia.

Per garantire l’urgente recupero degli edifici e del patrimonio che rappresentano ho presentato in Consiglio regionale un Ordine del giorno, approvato nella seduta del 14 luglio 2020, per chiedere alla Giunta di predisporre un progetto di fattibilità tecnica ed economica finalizzato al recupero e alla valorizzazione del patrimonio archeologico industriale e del borgo storico delle Saline di Tarquinia in armonia con le esigenze della Riserva naturale. Seguirò l’evolversi della cosa sperando in tempi brevi.

lunedì 9 dicembre 2019

Pronti 2,5 milioni per la difesa e la ricostruzione della Saline di Tarquinia



Confermo la notizia uscita recentemente sui media in merito ai finanziamenti destinati alle Saline di Tarquinia.
L'intervento rientra nei 361 milioni di euro stanziati dal “Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare” per il dissesto del nostro territorio nazionale. Sono ulteriori risorse poste a disposizione per la “messa in sicurezza idrogeologica e per progetti immediatamente cantierabili” e riguardano 236 interventi su tutto il territorio nazionale.  In particolare il dicastero guidato dal Ministro Sergio Costa stanzia 30.085.000 euro per la nostra regione dei quali 2.500.000 euro per la difesa e la ricostruzione della spiaggia delle Saline di Tarquinia.

Il decreto è attualmente in attesa presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e sono fiduciosa possa essere firmato prima di Natale.

Sono molto soddisfatta del finanziamento frutto di un lavoro portato avanti sia con il Ministero dell'Ambiente sia con la Regione Lazio. L'intervento riguarda un tratto di costa fortemente eroso dal mare negli ultimi anni la cui tutela è fondamentale per la conservazione della Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia. Il prezioso ambiente umido, habitat prioritario per l'Unione Europea, e l'ambiente dunale adiacente rischiano infatti di sparire a causa delle imponenti mareggiate.

È mia intenzione mostrare al Ministro Costa lo stato della spiaggia e delle saline affinché possa constatare di persona la gravità della situazione e spero vorrà accettare presto il mio invito.

venerdì 18 gennaio 2019

Silvia Blasi (M5S): su erosione costiera saline di Tarquinia: ottenuto l'impegno della Regione



Ho ottenuto l’impegno dell’Assessore Alessandri a considerare prioritario l’intervento a tutela della spiaggia delle saline di Tarquinia all’interno del redigendo Piano di tutela della costa laziale.
Oggi in consiglio regionale si è parlato di difesa della costa dall’erosione proprio grazie ad un Ordine del giorno di cui sono prima firmataria. Un tema su cui è richiesta un’azione urgente da parte della regione Lazio dato che la maggior parte della nostra costa sta scomparendo.

Il centro di monitoraggio GIZC che fa capo alla Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative della Regione Lazio stima una perdita complessiva di 140 ettari secondo il rapporto inserito nel Programma delle Attività 2016-2018. In particolare il cordone sabbioso che separa la riserva naturale delle saline di Tarquinia dal mare si sta assottigliando sempre di più, anno dopo anno raggiungendo spesso pochi metri in alcuni punti e mettendo conseguentemente a rischio l’equilibrio ecologico di un ambiente salmastro unico e prezioso per la sosta dell’avifauna migratoria in transito lungo la nostra penisola.

Le saline di Tarquinia sono una delle ultime zone umide della costa tirrenica riconosciute come Sito di Interesse comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) dalla Direttiva Habitat (Direttiva 92/43/CEE) e dalla direttiva uccelli ed inserite nella Convenzione di Ramsar e non possiamo permetterci di perdere questo habitat prioritario a livello europeo. Sono fermamente convinta che l’intervento della Regione sia urgente e continuerò a battermi affinché vengano trovate al più presto le risorse per affrontare le criticità.

Allegati:



martedì 25 marzo 2014

Chiarezza sulle intenzioni della Giunta per la Salina di Tarquinia

Ho depositato un’interrogazione urgente a risposta scritta rivolta a Zingaretti e Refrigeri in merito alle iniziative che intendono intraprendere in difesa della Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia e per contrastare i fenomeni di erosione costiera che la interessano.

L’atto inoltre chiede di sapere dove sono finiti i 2.400.000 euro programmati dal 2007 per gli interventi nelle saline e maggiori informazioni su eventuali progetti in corso per recuperare l’arenile antistante la riserva naturale e sul cronoprogramma di eventuali futuri interventi.

La salina di Tarquinia è un luogo significativo del territorio laziale, sia dal punto di vista storico e sociale che da quello naturale, essendo un’importante luogo di svernamento e sosta per migliaia di specie volatili migratorie.
Attualmente il cordone di sabbia che protegge le saline si è notevolmente ridotto per l’erosione e c’è un serio rischio per tutto l’ecosistema. La Regione ha il dovere di intervenire, per proteggere l’ambiente e non far scomparire uno spazio che, adeguatamente fruito, potrebbe rappresentare un volano per il turismo di tutta la zona.

Silvia Blasi