Il Movimento 5 Stelle eletto in Regione ha ottenuto la lista di assegni che ricevuti dai consiglieri delle passate legislature. Dal 2014 saranno aboliti, ma nessuno ha pensato di toccare quelli retroattivi.
Prima c’erano le spese pazze di Franco Fiorito e la sua squadra. Poi non è cambiato niente. Dopo due mesi di attesa il Movimento 5 Stelle della Regione Lazio è riuscito a ottenere l’elenco dei vitalizi dei consiglieri regionali. E sono tante le sorprese. “I vitalizi”, commenta la portavoce del M5S Valentina Corrado, “costano al Consiglio regionale circa 20 milioni in un anno. Già durante la discussione della spending review di giugno presentammo degli emendamenti per l’abolizione dei vitalizi anche per le scorse legislature. Questi emendamenti sono stati bocciati con la motivazione che si trattava di diritti acquisiti, nonostante le pronunce della Corte Costituzionale legittimino gli interventi retroattivi di modifica in pejus dei trattamenti pensionistici qualora intervengano in un contesto di necessità di ridurre della spesa pubblica”.
La colpa è dell’emendamento bipartisan presentato nel 2012 che ha fatto saltare la norma del decreto Monti, la stessa dove si dice che il vitalizio salta prima dei 66 anni e con meno di 10 anni di mandato. A partire dal 2014, l’assegno per i consiglieri è abolito. Ma la regola non vale a livello retroattivo. Così nella lunga lista compaiono: 2.467 euro al mese per Paolo Cento, 51 anni, ex consigliere dei Verdi dal ’95 al ’96, ma anche ex deputato ed ex segretario nel secondo governo Prodi; Isabella Rauti, figlia del missino Pino Rauti, ma anche moglie di Alemanno e ora consigliere per le politiche di contrasto alla violenza di genera prende 2.611 euro al mese; all’ex Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo spettano 3.1878 euro; Domenico Gramazio invece somma al vitalizio parlamentare (ex An) quello regionale e ottiene al mese 10.877 euro. Ma anche più di 4000 euro al mese per il parlamentare FI Stefano De Lillo, o l’ex onorevole comunista Giovanni Ranalli che prende 8696 euro. Ma la lista è lunga.