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sabato 7 febbraio 2015

Termovalorizzatore a Montalto: la Regione smentisce, per ora


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Question time in consiglio regionale sull'ipotesi di conversione della centrale elettrica di Montalto di Castro “Alessandro Volta” in un inceneritore di rifiuti (termovalorizzatore).
L’interrogazione nasce perché si è appreso recentemente da indiscrezioni di stampa un’ipotesi progettuale dell’Enel di riconvertire questa centrale ex nucleare, ex olio combustibile, ex niente in realtà in un termovalorizzatore, quindi un impianto di incenerimento di rifiuti.
Questa ipotesi ha chiaramente generato grande allarme nella popolazione già gravemente sottoposta a pesanti impatti sulla salute e sull’ambiente da diverse servitù energetiche. Stiamo parlando infatti di un’area costiera in cui a pochi chilometri l’uno dall’altro sorgono due mega impianti di produzione di energia elettrica di proprietà sempre dell’Enel (la centrale A. Volta di Montalto e le due centrali di Torrevaldaliga a Civitavecchia)
La risposta all’interrogazione è stata affidat

mercoledì 10 settembre 2014

Ecco come il piano casa favorisce i costruttori e il consumo del territorio

 Guarda il video"E’ arrivato in consiglio regionale un provvedimento legislativo unico nel suo genere, varato nel 2009 e che da allora si porta dietro una serie di contraddizioni, criticità ed aberrazioni senza precedenti ed impossibili da elencare tutte. Un testo di legge (pdl 75) che potrebbe rappresentare un’occasione unica di svolta della politica laziale sul consumo di suolo e che invece perpetua confusione, deroghe legislative, dispensando favori a costruttori ed ignorando che il suolo rientra tra le risorse del patto generazionale.

Tra il 1990 e il 2005, la cementificazione si è letteralmente mangiata qualcosa come 225.000 ettari riducendo del 17% le superfici libere, di questi, ben 130.000 ettari, erano terreni agricoli (superficie analoga a quella del comune di Roma). Si è trattato di 410.000 mq al giorno (41 campi di calcio).

Immagino quindi, Presidente, un testo di legge che tenga conto della qualità dei suoli come bene non rinnovabile alla scala temporale umana, che ponga un limite quantitativo al consumo di suolo come in Germania in cui gli oneri di urbanizzazione debbano prevedere misure di mitigazione contro l’impermeabilizzazione dei suoli e misure di compensazione quando non è possibile limitare il consumo di suolo.