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lunedì 15 giugno 2020

(P)Orto Sicuro: perplessità sul bando con click day

click day mano su tablet e cesto di frutta e verdura

(P)Orto Sicuro è un Avviso pubblico della Regione Lazio che concede finanziamenti a fondo perduto alla filiera agricola per quei progetti che prevedono la consegna a domicilio dei prodotti agroalimentari.

Ne avevamo già parlato qualche tempo fa nell’articolo “sosteniamo l’e-commerce in agricoltura”, quando avevamo richiesto che fossero aumentati i fondi a disposizione per far fronte alle numerose domande pervenute.

Il bando ARSIAL

L’avviso con i requisiti e la modulistica da compilare è stato pubblicato sul sito dell’ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura nel Lazio) il giorno 14 aprile 2020.
Il termine perentorio per la presentazione delle domande per la concessione del contributo scadeva alle “12.00 del decimo giorno successivo alla pubblicazione del bando”. Tale termine ovviamente determinava anche l’apertura della procedura fissandola contestualmente alla pubblicazione.

Nel bando stesso, all’art. 6 si stabilisce che: “Le proposte classificate ammissibili sulla base della coerenza con le finalità del bando, saranno finanziate in odine di protocollo di arrivo della domanda tramite pec, fino ad esaurimento dei fondi previsti dal bando stesso”.
Implicitamente quindi si prevede l’assegnazione a chi, tra gli idonei, è risultato più veloce nella presentazione (click day).

La graduatoria

Alcune domande, come si evince dalla graduatoria scaricabile dall’apposita pagina sul sito dell’ARSIAL, sono state presentate in un lasso di tempo molto breve rispetto alla pubblicazione del bando (ossia a partire dalle 9.38 del 14 aprile 2020).

Di fatto il bando consiste in un click day non comunicato preventivamente ai soggetti destinatari compromettendo così la loro presenza in graduatoria. Si inficia così di fatto uno dei presupposti di base che ogni bando pubblico dovrebbe avere e cioè la parità di trattamento fra i partecipanti. Se si selezionano gli assegnatari tramite tale procedura è imprescindibile che i soggetti interessati siano a conoscenza del termine di apertura della selezione con un certo margine di anticipo.

Quest’ultimo, però, è inesistente se si fa coincidere l’avvio della presentazione delle domande con la pubblicazione del bando come è avvenuto in questo caso.

Ho presentato perciò una interrogazione al Presidente della Giunta, del Consiglio e all’assessore competente per sapere se non ritengano di approfondire la vicenda, se intendano procedere in via di autotutela accogliendo i dubbi sulla legittimità della procedura espressi dagli operatori del settore ed infine se ritengano consone le modalità utilizzate anche considerando il grave contesto emergenziale che stiamo vivendo.

venerdì 12 giugno 2020

Superare il divario digitale anche nei piccoli comuni e nelle aree rurali

divario digitale campagna con un laptop e schermo no connection

Divario digitale: mai come ora queste parole sono risuonate chiare nella loro drammaticità e ci si è resi conto della necessità di adeguate infrastrutture che permettano l’accesso al web e ai servizi che la rete Internet offre; le istituzioni hanno il dovere perciò di fare la loro parte.

Rispondo all’appello lanciato da alcuni Sindaci di comuni di zone montane e rurali che si sono trovati pressoché isolati per mancanza di connessione durante la recente quarantena. L’emergenza covid-19, infatti, ha reso evidente quanto importante sia avere un accesso alla rete internet e ai suoi servizi per il lavoro e la produttività, certamente per lo svago, ma anche per lo studio e per poter comunicare con la pubblica amministrazione.
Questo divario digitale, si rende molto più evidente nei piccoli comuni e nelle zone rurali nelle quali, spesso e volentieri, è impossibile fare una telefonata, figuriamoci poi accedere a Internet con lo smartphone.

Il diritto alla cittadinanza digitale è ormai argomento di discussione da anni ed è consacrato dalla Nazioni Unite alla stessa stregua dei diritti fondamentali dell’uomo. Anche la nostra magistratura si pronuncia in modo univoco sull’effettività ed esigibilità di questo “nuovo” diritto.

Accesso alla banda larga, il coordinamento di tutte quelle iniziative politiche ed istituzionali atte a garantire la copertura del servizio mobile da parte degli operatori di telefonia, la programmazione di misure di sostegno economico alle famiglie e alle imprese per affrontare i costi, oltre che tempi certi di realizzazione delle necessarie infrastrutture sono le richieste che ho presentato in una mozione indirizzata al Presidente della regione Lazio e alla Giunta regionale.

Il divario digitale è un ostacolo allo sviluppo del territorio e le azioni messe in campo per superarlo sono urgenti e improcrastinabili.
Spero che il suggerimento possa essere accolto e si possa lavorare assieme per migliorare la qualità della vita dei cittadini che passa anche per un accesso alla rete efficiente e veloce.