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sabato 19 gennaio 2019

La Regione inserisca Civitavecchia nel Piano Regionale di risanamento della qualità dell’aria



Il 17 gennaio 2019 si è tenuta la commissione congiunta Sanità ed Ambiente Agricoltura per ascoltare il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino in merito al mancato inserimento del porto della città nel Rapporto Preliminare propedeutico alla redazione del Piano di risanamento della qualità dell'aria della regione Lazio.

Civitavecchia può essere purtroppo definita un hot spot di inquinamento nella nostra regione dato l'effetto sommatorio di più fonti inquinanti ivi presenti: la centrale a carbone TVN dell'Enel e il traffico portuale, tra l’altro, particolarmente intenso nei mesi estivi. Questi fattori gravano pesantemente sulla salute degli abitanti e sull'ambiente anche dei comuni limitrofi fino ad arrivare, con i loro effetti, ai confini del Lazio. Per fare un esempio, i dati di uno studio scientifico recentemente pubblicato evidenziano come nelle chiocciole terrestri prelevate vicino alla centrale a carbone esista un danno permanente al DNA causato dal bioaccumulo di metalli pesanti.

A livello nazionale, è notizia battuta di recente dall’Ansa, il ministero dell’ambiente si sta muovendo nel senso della decarbonizzazione dei porti dettando le linee guida che le 16 autorità portuali italiane dovranno seguire. È proprio a Civitavecchia che il ministro Sergio Costa infatti ha presentato il documento che prevede: “banchine portuali elettrificate per alimentare dalla rete le navi ormeggiate invece che con i gruppi elettrogeni a gasolio. Depositi di gas naturale nei porti per incentivare la transizione delle navi verso i motori a gas. Mezzi per la movimentazione elettrici o a basso consumo. Efficientamento energetico degli edifici portuali”. Tutto questo quindi a vantaggio della diminuzione dell’inquinamento e del miglioramento della salubrità dell’aria.

Appare perciò anomalo l’aver dimenticato di inserire il porto di Civitavecchia, uno degli hotspot di inquinamento della nostra regione, in un documento che dovrebbe dettare le nuove regole per la qualità dell'aria. Vi è una forte incidenza degli inquinanti prodotti dal traffico portuale che è stata illustrata ieri dal sindaco Cozzolino il quale ha altresì riferito che circa il 75% delle polveri ultra fini (PM 2.5) ed il 50% dell'inquinamento atmosferico provengono dalle attività portuali.

Durante l’audizione inoltre sono stati citati gli esiti degli studi epidemiologici effettuati da ASL RM F e dalla ASL RM E dal titolo "Valutazione Epidemiologica dello stato di salute della popolazione residente nei comuni di Civitavecchia, Allumiere, Tarquinia, Tolfa e Santa Marinella" di febbraio 2012 (scaricabile QUI), e "La salute della popolazione di Roma e del Lazio" di maggio 2016 (scaricabile QUI). In questi documenti si evidenzia che per la città di Civitavecchia, rispetto alle medie regionali, vi è per gli uomini un tasso elevato d mortalità per tumore alla pleura e infezioni acute respiratorie (+26%) e per le donne un elevato tasso di mortalità per tumore al rene (+57%) ed infezioni acute respiratorie (+25%).

È stata approvata all’unanimità quindi in commissione congiunta Sanità e Ambiente, la richiesta del consiglio comunale di Civitavecchia di far inserire nel Piano Regionale di risanamento della qualità dell’aria, misure ed interventi atti a prevenire o limitare le emissioni in atmosfera prodotte dalle navi all’ormeggio nel porto della città.

Come previsto dall’art.113 del regolamento dei lavori del Consiglio regionale, ora la questione sarà presa in considerazione in una seduta del Consiglio regionale, cosa che auspico possa avvenire in tempi brevi vista l’importanza per la salute di tutti i civitavecchiesi.

Allegati:



lunedì 30 marzo 2015

Piano Energetico Regionale carente negli obiettivi

Oggi in Commissione Ambiente l’assessore Refrigeri ha illustrato le Linee Guida del Piano Energetico Regionale. Il documento è carente per tutto quello che riguarda gli obiettivi da raggiungere per risparmio ed efficienza energetica.
Non siamo d’accordo con la proposta di usare il FORSU nella produzione di energia, piuttosto che il suo recupero di materia, andando in direzione contraria alla gerarchia dell’uso dei rifiuti, applicata in Paesi “più sostenibili”. Nel documento, inoltre, non sono citati i meccanismi di compensazione per le emissioni di CO2 e non si tiene conto della prevista riduzione dei consumi a medio periodo.  
Roma utilizza il 70% dell’energia del Lazio, quindi ci sono territori che pagano una pesante servitù energetica con un forte impatto sull’ambiente, come Civitavecchia che produce da fonti fossili il 60% dell’energia distribuita nella regione.  Come ha dichiarato il mio collega Porrello, è necessario invertire la rotta nella produzione energetica, abbandonando le fonti fossili che lasciano il Lazio all’epoca della seconda rivoluzione industriale. Il M5S è attento al tema dell’energia, come dimostrato dagli atti presentati e dal grande impegno che caratterizza l’azione del M5S nei comuni, in regione e in parlamento